
A chi è cresciuto dopo gli anni ’80
“Vogliamo Futuro” è dedicato a coloro che rifiutano tutto ciò
è stato promesso un futuro che non è mai arrivato:
lavoro stabile, stipendi dignitosi,
la possibilità stessa di costruirsi una vita autonoma.
e hanno voglia di progettare un’Italia diversa!
Millennials e Gen.Z di fatto non hanno un futuro, ma protestare e lamentarsi non basta, occorre trovare delle soluzioni.
“Vogliamo Futuro” nasce da questo presupposto, ogni capitolo analizza quindi problemi, strumenti, obbiettivi e infine illustra soluzioni pensate per dare risposte e cambiare le cose.
Senza fare promesse, senza lasciarsi andare alla retorica, ma andando dritto al punto: come potrebbero cambiare ciò che non funziona più.
Due Camere con età diverse, votate da generazioni diverse.
Una parte aggiuntiva del salario, calcolata sugli utili dell’azienda.
Partecipazione statale alla crescita e allo sviluppo di start-up e industrie d’interesse nazionale.
Fine dei sussidi statali alle imprese improduttive
Questo capitolo propone un nuovo Stato sociale pensato per le famiglie di oggi. Dalla riforma del diritto di famiglia ai Patti di Mutuo Soccorso, dalla sanità territoriale alle nuove strutture assistenziali, fino a una scuola riorganizzata per accompagnare davvero la crescita delle persone. L’obiettivo è garantire autonomia, sicurezza e qualità della vita dalla culla alla tomba.
l capitolo introduce un sistema fiscale semplice e leggibile, basato su tre livelli di tassazione e su modalità di pagamento automatiche e trasparenti. L’obiettivo è ridurre l’evasione, alleggerire il carico su chi paga regolarmente e rendere il fisco uno strumento di equità e sviluppo, non di conflitto tra Stato e cittadini.
Questo capitolo propone una riorganizzazione del funzionamento dello Stato, basata su criteri chiari, responsabilità istituzionali e un nuovo equilibrio tra generazioni. Viene introdotta l’idea di un bicameralismo generazionale e di un governo più efficiente, capace di decidere e attuare politiche di medio-lungo periodo.
Viene proposto un modello del lavoro fondato su stabilità, trasparenza e dignità salariale. Il capitolo definisce contratti chiari, un sistema retributivo più equo e un rapporto diretto tra lavoro e welfare. L’obiettivo è superare la precarietà strutturale e costruire un mercato del lavoro che premi competenze, continuità e partecipazione ai risultati.
Qui viene delineato il ruolo di uno Stato attore economico: garante dei servizi essenziali e investitore strategico nelle imprese sane e produttive. Il capitolo propone di interrompere i sussidi alle aziende improduttive e di favorire invece modelli di partecipazione pubblica che rafforzino innovazione, occupazione e competitività reale.
Il libro propone una nuova forma partito pensata per essere uno strumento operativo, non identitario. Idee chiare, radicamento territoriale, infrastruttura digitale e organizzazione trasparente diventano gli elementi centrali. L’obiettivo è trasformare le proposte politiche in azioni concrete e continua, non in campagne elettorali permanenti.
Il libro è stato oggetto di interviste e approfondimenti editoriali. Qui trovate i principali:
– Video Intervista – Story Time
–Articolo di approfondimento – Story Time
Info e Interviste:
vogliamofuturo@gmail.com

Francesco Tornaboni nasce alla fine del 1987 a La Spezia, in una famiglia operaia e contadina. Dopo il diploma di Perito Informatico si trasferisce a Pisa, dove consegue la Laurea Magistrale in Informatica Umanistica, e poi a Milano, lavorando come project manager nel settore della comunicazione digitale.
Si avvicina alla politica negli ultimi anni delle scuole superiori; dopo l’esperienza in Rifondazione Comunista, si lega al gruppo che darà vita a Esse Blog, seguendo le vicende della sinistra italiana fino alla nascita di Articolo Uno. Ha sempre interpretato l’impegno politico da un punto di vista tecnico e progettuale, occupandosi di comunicazione politica, web e social network.